Calabria: apre nei primi mesi del 2016 il primo crematorio. E’ a Carpanzano

Si prevede che il primo crematorio della Calabria sia operativo nei primi mesi del 2016. Si trova a Carpanzano (Cosenza).
Il crematorio si sviluppa su un’area di 700 mq coperti, ed offre servizi di cremazione nel rispetto della salma, verso la famiglia, i parenti e gli amici del defunto.
Nella struttura è possibile trovare lo spazio ideale per salutare i propri cari, difatti il crematorio mette a vostra disposizione una ampia sala per il commiato, sale d’attesa, un’area dedicata al ristoro e al ritrovo per stringersi tra familiari e amici, delle aree verdi dove raccogliersi in concentrazione in un momento di passaggio come quello della separazione dal proprio caro estinto.

Da settembre partirà il crematorio di Piacenza

Mauro Casoli, presidente di Unieco, cooperativa di costruzioni, ha comunicato alla stampa che presto sarà consegnato al Comune di Piacenza il nuovo impianto di cremazione.
Un’opera attesa dotata di un impianto di ultima generazione con performance elevate per consumi e rispetto dell’ambiente.
Un Project financing acquisito attraverso la società di progetto Osiride srl, di cui Unieco detiene l’80%, con un valore complessivo dell’investimento che supera i 2,5 milioni di euro. Il restante 20% è in mano di Ser.Cim.
Nei prossimi due mesi saranno completate le procedure di collaudo, per dare avvio da fine settembre alla fase di gestione, che si concluderà nell’anno 2042.
‘Un traguardo importante per il gruppo Unieco – afferma Casoli – che nonostante le recenti difficoltà, è riuscita a portare a termine l’opera utilizzando esclusivamente risorse finanziarie proprie, onorando così tutti gli impegni contrattuali presi con il Comune di Piacenza.’

Accordo tra Fano e Pesaro per il crematorio di ambito: sarà nel cimitero dell’Ulivo di Fenile

Con un accordo tra Pesaro e Fano, il cimitero dell’Ulivo di Fenile ospiterà il primo impianto di cremazione in grado di servire il bacino provinciale (ma si guarda anche ad estendere l’utenza fuori dai confini).
Lo hanno annunciato i due sindaci Matteo Ricci e Massimo Seri, il presidente di Aspes Luca Pieri e il presidente di Aset Sussana Testa, all’interno del cantiere che ha già avviato i primi interventi propedeutici per la struttura.
Il cronoprogramma prevede, entro il mese settembre 2015, il bando di gara e l’affidamento dei lavori; entro il 2016, il collaudo e la piena operatività dell’impianto.
Nota Matteo Ricci: «E’ un progetto che segna il livello di civiltà di una comunità. Lo definisco un segnale di modernizzazione della società: va incontro alla libera scelta delle persone sulle modalità della loro sepoltura. La richiesta della cremazione è in forte aumento ma oggi molti familiari, nel nostro territorio, non riuscivano a realizzare il desiderio dei loro cari. Considerate le difficoltà ed i disagi, spesso rinunciavano: con questo impianto ci sarà un’opportunità in più, all’interno del cimitero più funzionale della provincia, a metà strada tra Pesaro e Fano. Due Comuni che non hanno mai lavorato bene insieme come ora, grazie a un approccio che evita i campanilismi». L’investimento totale sarà di 2 milioni e 387mila euro, «ma il progetto si autofinanzierà con il lavoro prodotto nella struttura – osserva Pieri -.
In questi anni, l’approccio verso i servizi cimiteriali si è modificato: sono diminuite le sepolture classiche; sono aumentate, di contro, le sepolture nei campi di inumazione e le cremazioni. Oggi gli impianti più vicini sono a Cesena e a San Benedetto del Tronto: con il nostro progetto serviremo un bacino che supera i tre milioni di abitanti in una isocrona di due ore».
Sui numeri: «Solo a Pesaro e Fano – prosegue il presidente Aspes – nel 2014, ci sono stati 1700 decessi: di questi, 265 defunti sono stati cremati in impianti fuori regioni. Dal 2007 ad oggi la cremazione è passata dal 5,1 per cento al 10,5 per cento nel territorio: un trend in crescita.
La gestione in pareggio? Si raggiungerà intorno ai 1500 servizi di cremazione: il bacino di utenza garantisce questo livello. Il luogo ospiterà anche una sala di commiato e depositi cinerari. Con Aset e Fano lavoreremo in sinergia su altri progetti».
Per realizzare l’impianto, Aset e Aset hanno costituito una società srl ad hoc, Adriacom cremazioni, «che ha ottenuto proprio nei giorni scorsi il finanziamento bancario – osserva Testa -.
Un ottimo risultato: conferma la validità del progetto e la solidità delle due società.

Campobasso: si sposta la localizzazione dle crematorio

Il Comune di Campobasso fa sapere che la procedura di gara del project financing pe la realizzazione dle crematorio è sospesa per valutare un nuovo sito dove realizzare il forno.
Lo ha stabilito la Giunta comunale di Campobasso.
La struttura, inizialmente doveva essere costruita nella zona di San Giovanni dei Gelsi, a ridosso del cimitero cittadino.
Ora l’amministrazione comunale sta pensdo di realizzarla nella frazione di Santo Stefano, a pochi chilometri dal capoluogo.

Postcamera della morte

Il Gran Premio della Giuria di Cannes 2015 è stato assegnato alla grande rivelazione di questo Festival, Saul Fia (Il Figlio di Saul), opera prima dell’ungherese László Nemes, assistente del maestro Béla Tarr che, come il film vincitore, è la descrizione di un luogo che è letteralmente la post-camera  della morte.
Nel film di Nemes, l’unico girato in pellicola come ha sottolineato il giovane regista, un prigioniero ebreo ungherese appartenente al Sonderkommando è costretto a prender parte al piano di sterminio nazista.
Saul svolge il proprio servizio nei forni crematori quando, alla vista di un giovane cadavere che potrebbe essere suo figlio, decide di lottare con tutte le forze per dare degna sepoltura al ragazzo e per la libertá.

Anche Biella, in meno di due anni avrà il proprio crematorio

Entro due settimane cominceranno i lavori di costruzione del forno crematorio di Biella. Dopo uno stop di diversi anni, per motivi burocratici, pare avviarsi alla conclusione la vicenda della realizzazione dell’impianto di cremazione di Biella.
Erano gli anni Ottanta quando la giunta Squillario lanciò un concorso di idee per realizzare il tempio crematorio.
Nel 2010 l’allora assessore all’ecologia Marzio Olivero riprese in mano la questione, bandendo la gara d’appalto per l’esecuzione dei lavori. Ad aggiudicarsela fu un’associazione temporanea d’impresa composta da Socrebi, Vezzani e la Lanza Pierino.
E solo ora Alessandro Ravetti ha apposto la propria firma alla convenzione con il comune di Biella.
Manca ancora un ultimo passaggio per l’approvazione del progetto esecutivo, dopodiché i lavori potranno definitivamente partire.
Il forno crematorio sarà inserito in una grande area del cimitero di via dei Tigli, nella zona sul fondo rispetto all’ingresso: 900 mq di estensione comprendenti anche la chiesa, le camere mortuarie, gli uffici e 1400 nuove cellette cenerarie.

Grottaglie: il Consiglio comunale vota contro il project financing cimiteriale

Siamo venuti a conoscenza e pubblichiamo il comunicato stampa del comune di Grottaglie, che riassume quanto deliberato dal Consiglio comunale in data 4 maggio 2015.
"Su proposta del Sindaco, Ciro Alabrese, al fine di arrivare alla massima condivisione possibile, è stato discusso e successivamente sottoposto a votazione un unico testo che raccoglieva le indicazioni e le proposte scaturite in seno al Consiglio Comunale, sia di maggioranza che di opposizione. Proposta che, in definitiva, ha raccolto il consenso di una larga maggioranza.
Preliminarmente, il Consiglio Comunale con la delibera approvata ha posto fine alla richiesta della Coop. Sociale Kalia e della Ditta Edile Vispin per la realizzazione di un Tempio di cremazione nel Comune di Grottaglie e per l’ampliamento del Cimitero Comunale.
Tale progetto, infatti, a parere del Consiglio Comunale contiene elementi di rilevante modifica dell’attuale modello gestionale e che pertanto la massima assise cittadina ha ritenuto di respingere.
Altro punto importante contenuto nella Deliberazione approvata è l’affidamento all’Ufficio Tecnico Comunale – LL.PP. di un progetto esecutivo da concludersi entro il 15 maggio c.m. che prevede la realizzazione di 100 loculi e 40 ossari per un importo complessivo di € 250.000.
Infine, l’UTC-LL.PP. redigerà un progetto preliminare – definitivo ed esecutivo – della quarta Tomba Comunale che prevede la realizzazione di n. 500 loculi e n. 100 ossari per una spesa complessiva di € 1.000.000, già inserito nel Piano Triennale LL.PP. 2015-2017.
"

Il Comune di Empoli si candida ad ospitare un forno crematorio gestito da privati

Via libera per ospitare un forno crematorio a Empoli. A dirlo, durante le comunicazioni, in apertura di un recente Consiglio Comunale, l’assessore all’ambiente del Comune di Empoli che ha informato i consiglieri sulla «valutazione positiva riguardo la fattibilità e l’opportunità di ospitare nel nostro territorio un impianto finalizzato alla cremazione, rispettando chiaramente le normative e tutti gli aspetti di tutela sociale ed ambientale del caso».
Di forno crematorio si era parlato durante il consiglio comunale dello scorso 23 febbraio 2015 a seguito di mozione presentata dal gruppo consiliare Centro Destra per Empoli, integrata con un emendamento proposto dai gruppi di maggioranza PD e Questa è Empoli.
In quell’occasione l’intero consiglio comunale aveva dato mandato all’amministrazione di valutare la fattibilità e l’opportunità di promuovere la realizzazione di un impianto crematorio.
«Ricordo – ha detto l’assessore – che le considerazioni mosse a sostegno di quella mozione non si limitarono soltanto a rafforzare la consapevolezza di una inefficacia degli impianti presenti in Toscana nel rispondere alla domanda che risulta comunque in continua crescita, ma si concentrarono soprattutto sulla possibilità di offrire tale servizio in questo territorio e di ospitarlo qui a Empoli, in un area quindi geograficamente e potenzialmente strategica per la funzionalità di un simile impianto». Dunque, dopo la valutazione giudicata favorevole, l’amministrazione comunale si è resa disponibile e interessata a raccogliere proposte da parte di soggetti privati o operatori del settore pronti a investire sul territorio. Infatti, nella mozione, approvata a febbraio all’unanimità, fra gli impegni si sottolineava che «la realizzazione e la gestione dell’impianto non dovesse costituire un onere economico per il Comune».

Campobasso: nasce comitato contro il crematorio

Non si è fatto tempo a dichiarare a volontà del Comune di realizzare il crematorio a Campobasso, che subito parte la protesta.
A Campobasso nasce il comitato «Basta emissioni», costituito da cittadini e associazioni, dopo un’assemblea, l’8 aprile 2015. «Contrastiamo la costruzione di una centrale a biomasse a Mascione e il forno crematorio al cimitero» ha detto uno dei delegati del comitato.
Nell’immediato si vuole contrastare, dunque, anche la costruzione dell’impianto per cremare i defunti al cimitero a San Giovanni dei Gelsi.
«Non siamo contro il forno crematorio – ha spiegato un altro delegato del comitato – ma siamo preoccupati se deve sorgere in un’area densamente popolata con questa a Campobasso. Perchè questa fretta di costruirlo? Vogliamo sapere i dettagli del progetto, capire la reale utilità. I numeri sono talmente esigui in Molise, che, seppure la legge preveda un impianto di cremazione per ogni regione e pur rispettando le idee e le scelte dei singoli cittadini, si ritiene che lo stesso non sia giustificabile».
Secondo il comitato è inutile e costoso il progetto finanziario proposto dal comune di Campobasso per una spesa complessiva di 1 milione e 800mila euro, mentre sarebbe più vantaggioso ed economico per il comune o la Regione contribuire a finanziare i pochi cittadini non abbienti che decidono di far cremare i propri cari in altre realtà già attrezzate.
Il comitato ha chiesto l’accesso agli atti.
Il 22 aprile 2015, alle 18.30, ci sarà un’assemblea pubblica, proprio a San Giovanni del Gelsi, alla quale sono stati invitati a partecipare il sindaco Battista e l’assessore ai lavori pubblici Pietro Maio.

Gemona: approvato progetto per realizzare un nuovo crematorio a servizio dell’Alto Friuli

La giunta comunale di Gemona ha approvato il progetto definitivo-esecutivo per la realizzazione di un crematorio nel cimitero di via Sacra. Si tratterà del primo crematorio in tutto l’Alto Friuli, poiché al momento le strutture più vicine in grado di mettere a disposizione quel servizio sono a Udine, Cervignano e Spinea.
L’iter era partito nel 2012 ma ha dovuto affrontare diversi passaggi burocratici per l’ottenimento di tutte le autorizzazioni necessarie.
Il gestore concesisonario dell’opera è la Fly Ash Srl di Gemona, che avrà 300 giorni per costruire il crematorio e altri 120 per metterlo in funzione. La tecnologia è di Vezzani spa.
«Oltre a diventare un servizio per tutto il territorio montano e collinare – ha detto il sindaco Paolo Urbani -, motivo in più di richiamo di persone nella città, rappresenterà un risparmio sia per il Comune che per i cittadini: negli accordi presi con l’azienda che la realizzerà, è stato stabilito uno sconto di 75 euro ai gemonesi che richiederanno tale servizio su un prezzo già concorrenziale che corrisponde a 468 euro.
Il Comune otterrà 20 euro per ogni cremazione effettuata e allo stesso tempo non dovrà più garantire il contributo di 150 euro che attualmente concediamo ai cittadini che scelgono quella forma funeraria, poiché l’abbassamento dei costi è già garantito dagli accordi presi. Inoltre, non dimentichiamo che, con l’aumento della richiesta di cremazioni, sarà possibile ridurre nel tempo il consumo di suolo per allargare il cimitero».
L’impianto sarà realizzato attraverso la formula della finanza di progetto.
Nell’accordo fra le parti è previsto che l’impianto resterà di proprietà del Comune, ma sarà dato in gestione per i prossimi 40 anni.
Oltre alla cremazione, la struttura metterà a disposizione anche una sala del commiato.